La Techno Regina Björk ha prodotto il suo album più bello e strano. James Patrick Herman ha intervistato la diva della Dance per Elle USA.
"Ovunque vada mi sento un'aliena" scherza Björk entrando al Soho Grand Hotel di New York Sta parlando di differenze culturali ("l'artista come outsider" letteralmente), ma la sua espressione spiega anche la simultanea attenzione suscitata nei turisti e nei fattorini dell'albergo. E' il probabile look del giorno dell'enigmatica superstar Islandese- eyeliner viola, Princess Lea buns, vestito di seta strappato, sandali come un' acquario- una geisha dal pianeta Venere. Come per il suo stile personale e per le sopranatuarali grida roche della sua voce, la maestria delle canzoni di Björk è sempre sembrata eterea, non di questo mondo, avanti nei tempi. Alla fine, tuttavia, il mondo è contagioso. La musica elettronica è il territorio che questa trentaduenne pioniera ha esplorato già negli ultimi anni 80, come componente degli Sugarcubes. "Ho sempre apprezzato la tecnologia," dice. "Mio padre era un elettricista." Ora è una cosa fa molta tendenza, come le donne che compongono e cantano la loro musica Ma Björk, i cui precedenti album da solista sono stati registrati con collaboratori trasformati in amanti Tricky e Howie B, ha preso le distanze dal carro nel suo nuovo album, autoprodotto, Homogenic. Mixando techno ultra-moderna ("really phat beats") con la cosiddetta classica ("arrangementi per corde estremi" suonati dall' "Icelandic String Octet"), ottenendo un effetto che, come la musivista che l' ha creato, è stranamente bello. "Volevo avesse un suo gusto, puro," dice. "Gli strumenti a corde ci toccano sempre, cono come il nostro sistema nervoso, al di dentro siamo come dei violini," she explains, slowly tracing a line down her chest. "Il ritmo è fisiologico, il cuore, il sangue, il pulsare. Ho raggiunto le basi, il beat e l'essere, il corpo e all'anima." Björk, che discute del suo lavoro con la passione di una musicologa iper-intelletuale, è in effetti la regina elettronica dell'anima (va notato che il genere dominato dal genere maschile è stato criticato per essere irrazionale e meccanico). "La gente fraintende la musica Dance," dice. "Pensano che sia qualcosa creato con una "drum machine". Ma che dire del tango? O del salsa?" Ironicamente, Björk non ha mai inteso che le sue canzoni servissero da colonne sonore per i rave della "Generation dell' Ecstasy": "Scrivo musica per cuffie, sono una diarista." E, quasi certamente, i suoi testi in Homogenic contengono confessioni emozionali rivelatrici "I dare you to take me on ", (ti sfido a prendermi) lei dice in una canzone, un'apparente insolita aggressione che frantuma la sua immagine da fata innoqua. Può risulatare fieramente ambiziosa e capace di violente esplosioni (come ha imparato una giornalista nel modo peggiore dopo aver distuarbato lei e il figlio Sindri in un areoporto lo scorso anno). "E' questione di coraggio," dice Björk commentando la produzione da sola di Homogenic. "Sono abbastanza audace da ammettere i mie punti deboli e quelli di forza. E lascio una grossa parte alla sperimentazione, perchè l'unico modo per restare innocenti è quello di continuare ad imparare. Rimani innocente finchè muori!" grida (attirando l'attenzione della gente). "E' molto importante," aggiunge quasi sussurrando, da sembrare una persona saggia e cosciente di come gira il mondo, nonostante per lei sia alieno.
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