1 - Pensi che la voce sia il midollo della musica?
Oh sì, sono d’accordo, è un punto di vista molto interessante.
Avevo intenzione di incontrare qualcosa che mi sorprendesse, a prescindere un
po dalla tecnologia, tornare a un tempo molto antico, ai nostri antenati, le radici…
sì qualcosa del genere, tornare a qualcosa di antico e sorprendente.
02 - Cosa ha a che fare Medulla con la mitologia?
Credo che si tratti di una combinazione di cose, sono rimasta tanto ossessionata
con la musica, per essere una “utilizzatrice” di strumenti, sono
arrivata al momento in cui mi sono annoiata un po’ di loro. Nell’ultimo
tour, in quello di Vespertine, eravamo 70 persone sul palcoscenico, quasi più
del pubblico (ride) con il quale non si fa molti soldi, troppa gente lavora…
così ho cominciato a trattenermi , pensando in qualcosa che nessuno aveva
fatto, cercare nuove soluzioni, e allo stesso tempo mi sentivo anche fortunata
e grata per come è l’industria della musica oggi giorno, perché
non è redditizio uscire con tanta gente in tour, così che la mia
conclusione è che i musicisti di pop dovevano tenere di più alla
possibilità di sperimentare.
Quindi ho sentito che era il momento di sperimentare, di fare qualcosa di diverso,
lavorare solo con la mia voce.
E ad un altro livello, oramai non in quello degli strumenti e la musica, bensì
a un livello emozionale, avevo appena avuto una bambina, passando per tutto
il processo, la gravidanza, l’allattamento, il miracolo della natura,
che ti fa sentire molto umile, puoi vedere che fai qualcosa però realmente
non lo stai facendo tu, è come una scoperta, come se tutto il tuo universo
fosse quello… e quindi ho pensato di fare un album con coristi, molto
muscolare, qualcosa di molto essenziale.
E la terza ragione è che avevo scoperto che per la prima volta, mi vedevo
influenzata per la situazione politica del mondo, di cui non sono per niente
orgogliosa, così ho cominciato a cercare un mondo basato nell’animo
umano, dove potevamo essere autosufficienti come potevamo essere prima del patriottismo,
della politica… questo oggi è una fantasia, lo so, però
ho voluto offrire un’alternativa perché i politici pensano che
un 98% delle nostre vite deve basarsi sul preoccuparci per loro, pensare a quello
che fanno, se sono re-scelti. Non sono d’accordo, perché credo
che essi dovrebbero supporre un 2% delle nostre vite ed un 98% dovrebbe uscire
alla strada, raccontare cattive barzellette… c’è gente lì
fuori che lavora molto per sopravvivere, ci sono molte emozioni, molti sentimenti…
che devono occupare il 98% così che anche questo album è la mia
reazione a questo, la mia intenzione di offrire una specie di universo alternativo
dove la gente potesse fare una canzone da ballo, con la sua bocca, in una grotta,
o in una abitazione, chiudere la porta, scollegare gli altoparlanti e cantare
tutti una canzone.
03 - E’ questa la ragione per cui l’album comincia
e termina con canzoni che parlano di dare, di essere generoso, di darci tutti
gli uni all’altri?
Sì… può essere. La verità è che è poco
più di una settimana che ho cominciato a parlare del disco così
che lo sto ancora analizzando, è da poco che ho smesso di lavorarci.
Cerco di mostrarmi molto sveglia qui con voi, bevendo caffè e facendo
come se sapessi quello che sto facendo… però, questo è parte
del lavoro e mi sento come se alla fine è una cosa in una scatola di
plastica che già non si può più cambiare, il che può
essere pericoloso.
Nemmeno ho pensato molto alle parole, semplicemente volevo scrivere senza pensare
molto. Per esempio quando ho cominciato a fare Vespertine nel ’98 volevo
deliberatamente riflettere un microcosmo interiore, come cristalli, tutto il
processo in cui ho cominciato a collezionare suoni, sussurri… e quindi
ho fatto il film, che mi ha preso tre anni, e dopo tornai col mio album, e sapevo
esattamente a dove tornare, stavo progettando “sì, farò
un microcosmo”, qualcosa di introverso, così che tornai alle radici
islandesi che sempre sono con me, e lavorai in questo modo, pensando in tutto
il progetto in una forma cosciente, come una lavoratrice.
In questa occasione volevo farlo tutto in maniera diversa, più spontanea,
specialmente con le parole, volevo cantare sopra qualsiasi cosa che volessi,
non uccidere il momento pensando al concetto dell’album, in tutta la sua
immagine. Realmente tornai a un posto nel quale stetti già prima del
film, un posto più intuitivo, dove ti lasci guidare dall'intuizione benché
ci sia sempre una gran immagine, poi dipende dalla naturalezza che è
come una grande e geniale immagine. Credo che mai tornerò a sentirmi
organizzare le idee affinché risultino migliori. Mi resi conto finendo
l’album, che in realtà fu come se si fosse concluso da solo, tutte
le parti del puzzle si incastrarono precisamente per aver iniziato con l’intuizione.
04 - In una delle tue nuove canzoni dici di aver perso la fede,
è autobiografico? Hai perso la fede negli ultimi anni?
Questa canzone (Show me forgiveness) l’ho scritta nello stesso periodo
in cui ho fatto il film in Danimarca, stavo chiedendo perdono per aver dato
me stessa a un’altra persona, che non è molto giusto perché
uno deve essere responsabile con se stesso, autosufficiente.
È una delle prime che ho scritto, una delle più forti dell’album.
05 - Dopo aver sperimentato tanto con la tua voce durante la tua
carriera, ora fai un disco vocale. Hai pensato che non avevi ancora provato
tutto?
Oh non credevo, la verità che ora non posso credere che abbia finito
già l'album perché continuo sempre a cercare la cosa seguente
che possa fare. Mi piacerebbe continuare a sperimentare, per esempio, poco fa
ho scoperto in internet alcuni cd di canto tirolese, mi sembra incredibile e
mi piacerebbe incominciare per esempio una canzone mischiando il rave con il
tirolese; e anche Spike Jonze, il musicista, non il direttore, che fa questa
specie di musica comica (la imita facendo suoni mentre passa le dita sulle sue
labbra e si colpisce le guance), credo che ci siano molte cose da provare e
mi sento come se avessi appena iniziato.
06 - Dici di essere stata influenzata dalla situazione politica
e credo che sia la prima volta che questo si riflette nella tua musica, inclusa
la citazione a Bush e Osama in una delle tue canzoni. Eri a NY l’11 settembre,
come hai vissuto la situazione e soprattutto le conseguenze?
Bene, già l’ho raccontato prima, mi è sembrato incredibile
trasferirmi a NY, un terra di nomadi, poi NY è internazionale, molti
immigrati, tanti che è difficile conoscere qualcuno che sia proprio di
NY, credo che ne abbia conosciuto uno o due negli ultimi quattro anni, però
all’improvviso si è convertito nel posto più patriota della
Terra. Mi svegliai, uscì sulla strada e ho potuto contare come 27 bandiere
americane a prima vista. Realmente avevo paura. Anche molta gente che pensavo
fosse liberale, hanno scritto i suoi comunicati nei periodici, come Sonic Youth,
Lou Reed… dicendo “sì, gli arabi sono terribili, cacciamoli
dal paese, sì, America, America!!”. Per me fu come “Cosa
sta succedendo?”. Credo che questo successe nei mesi successivi e chissà
quella gente non ha dovuto scrivere i suoi pensieri in quel momento, perché
al massimo ogg sii sta cambiando opinione, tutto fu una pazzia.
Era interessante osservare.. per esempio gli europei mai si sono sentiti molto
europei, in questo momento fu la prima volta che ho cominciato a chiamarmi “europea”.
Gli americani non sembrano esser coscienti del resto del mondo, si credono invincibili,
e non sanno cosa il resto del mondo pensi di loro. Qualsiasi paese è
critico verso se stesso, sono sicura che gli spagnoli prendono in giro gli spagnoli,
gli islandesi gli islandesi, i britannici sono i migliori nel prendersi in giro
l’uno con l’altro, però gli americani no, non ridono di se
stessi perché credono siano perfetti.
Cerco di leggere per esempio il New Yorker con quelle lettere che scrivono
contro Bush, il quale credo che sia abbastanza sano per loro. Per esempio ero
in aereo e leggevo il Time, diceva cose come che Bush è orribile, criticando
gli americani… e ho visto che le cose incominciavano a cambiare, anche
questo credo sia molto buono.
Mai prima mi ero messa nella politica però credo che è buono
ogni tanto.
07 - Ti piacerebbe vedere l’Islanda entrare nell’Unione
Europea?
Dunque… la verità è che quello che più mi piacerebbe
sarebbe fare più canzoni. Molte volte ci sono cose alle quali si da troppa
importanza, come quando una coppia divorzia e cominciano a discutere sulla custodia
dei figli, che discutono su sciocchezze e alla fine è come se si scordassero
dei figli.
08 - Ci saranno elementi politici nei video di questi album?
No, non lo credo. Mi piacerebbe pensare ad altre cose, è difficile però
è come quando succede qualcosa di negativo, se diventi triste e negativo,
ti converti in parte del problema, c’è da pensare in altre cose.
Dall’11 settembre sono passati tre anni, è stato qualcosa di terribile
e importante sì, però è anche importante proporsi altri
obiettivi, fare tante altre cose.
09 - Canterai una delle tue nuove canzoni all’inaugurazione
dei giochi Olimpionici di Atene, come hai creato Oceania e quale sarà
la tua scaletta nella cerimonia?
Mi hanno chiesto di farlo già da un anno e immediatamente ho accettato,
mi sono sentita molto lusingata. Mi hanno chiesto di fare molte cose a Hollywood,
mega produzioni, annunci… Non mi interessano queste cose tanto grandi,
tuttavia questo era qualcosa che immediatamente ho voluto fare e non so molto
bene il perché… chissà per il fatto che le olimpiadi tornano
a casa, in Europa, e voglio essere una buona rappresentante dell’Europa,
non di Las Vegas che è quello in cui credo si sono convertiti ultimamente
i giochi olimpionici, come in Australia o in USA. Credo inoltre che tutti sono
greci, quelli che l’organizzano, quelli che fanno gli abiti… tutti
e io sono l’eccezione, perché sono dell’Islanda.
10 - Ti senti forzata ad uscire sempre con suoni nuovi?
No, realmente no, sentii che dovevo giocare con la mia voce benché una
parte di me è molto conservatrice, qualcosa che credo che la gente non
conosce. Mentre, l’altra parte di me si annoia molto, come quando ho fatto
il Greatest Hits Tour l’estate scorsa, suonando tutte le mie vecchie canzoni
e fu come “OH MIO DIO che mi succede”, mi annoio molto. Posso essere
disciplinata, sedermi e lavorare qualche ora, settimana, mesi e mesi, perchè
il lavoro è qualcosa che mi diverte, in realtà quando qualcosa
è divertente non lo vedo come un lavoro, mi sveglio e non posso aspettare
per andare allo studio.
Quando ho fatto questo album, ho pensato a beat elettronici, strumenti, ho
suonato la batteria per abbastanza tempo, sono rimasta incinta e fu a Natale
quando ho registrato il coro, e a Gennaio provai alcune note, ho pensato a qualcuno
che facesse il basso, poi all’improvviso mi sono accorta di qualcosa,
ho pensato “un momento” e sorse l’idea di farlo tutto vocale.
Non era progettato, l’album l’ha chiesto per se stesso e fu geniale,
molto differente da come ho lavorato in Vespertine, dove stavo seguendo delle
regole che mi ero preparata tre anni prima.
11 - Come hai scoperto questa nuova musica?
Wow… vediamo.. sai? Erano 10 anni che non guidavo una macchina, sono una
pessima guidatrice, ho avuto come 10 incidenti in un solo anno e ora ho cominciato
a imparare di nuovo perché sono una persona responsabile ed è
stato ascoltando musica in macchina che mi sono accorta di quanto è geniale
portare la musica di alcuni ambienti ad altri.
In Islanda ho un posto, vicino a un lago come a mezz’ora da Reykjvik,
molto piccolo, come la metà di questa abitazione ed è geniale,
come una scatola in mezzo alla natura. Stavo provando ad ascoltare musica fuori,
portare fuori il gruppo e ho scoperto che la musica vocale suona molto bene
in spazi aperti, mentre l’altra musica suona strana, come per esempio
la musica rave. Questo mi è piaciuto.
12 - Parte dell’album è stato registrato in La Gomera,
puoi spiegare perché lo hai fatto?
In questo album diciamo che ho passato per sette tappe. Una di queste fu quando
ero a casa, sempre più incinta, lavorando per poche ore al giorno fino
a quando ho dovuto smettere di lavorare perché non lo potevo fare, così
che essenzialmente nella mia gravidanza mi sono dedicata a preparare tutti gli
effetti di rumore, sapete, tutti quei rumori che ci sono nell’album sono
la mia voce però con qualche effetto, il che mi ha dato molto lavoro.
Richiesi l'aiuto di ingegneri di suono che mi passarono alcuni dei rumori, mi
sono collegata ad internet alla ricerca di qualche suono umano che si potesse
sposare con le canzoni, come per esempio in Mouth’s Craddle, nella quale
trovai due cose interessanti.
L’altra tappa fu l’allattamento, durante il quale ho potuto lavorare
come un’ora al giorno, quindi al mese seguente un paio di ore, il che
è eccitante, tentare di trovare quello di cui ha bisogno il bambino e
quello che vuoi tu. Credo che il corpo ordina a tutti i neuroni di dormire o
di fare un'altra cosa... ehi... oh sì, La Gomera, vediamo se posso finire
di rispondere.
Arrivo all’altra tappa nella quale mia figlia aveva 13 mesi e ho pensato
che era il momento di cominciare a non preoccuparmi tanto, alzarmi la notte,
tutte queste cose, dovevo cominciare a ricordare la mia musica, perché
credo che è importante come la natura ordina ai neuroni di dormire, quando
il tuo bambino già non necessita le 24 ore, al massimo 22 o 21, questi
neuroni non si svegliano da soli, bisogna esercitarli, come un muscolo.
A novembre ho portato mia figlia a La Gomena, è stata con me una settimana
e se ne è andata 4 giorni prima di me, così che era la prima volta
che stavo 4 giorni senza lei, il che fu molto strano, benché fossi lì
per lavorare, in questa isola vulcanica dove puoi passeggiare come turista,
cantare molto alto senza che pensino che tu sia pazza. Così ho passato
quei 4 giorni, nei quali mi svegliavo e non cominciavo a pensar cose come “oh,
mia figlia si sta per svegliare” e lavoravo finché le canzoni non
erano pronte e bene, questa libertà me l’ha data quest'isola vicino
alle canarie.
Quindi tornai per mia figlia e fui di nuovo a La Gomera durante un bel po’
di settimane di gennaio e quindi più tardi altre due settimane in più.
Fu incredibile, è un posto prezioso con boschi tropicali, vulcani, dove
puoi passeggiare… è simile all’Islanda però più
caldo. La gente di lì è stata molto amabile; lo studio era di
una famiglia inglese e credo che sono stata il suo primo cliente, non sapevo
che avrebbero aperto uno studio lì e bene, realmente lo raccomando, cucinano
per te ed è come stare ospiti a casa di qualcuno.
13 - Vivi ora in Islanda o a New York ?
50 e 50. Sono stata 7 mesi in Islanda l’anno scorso, sì, passo
più tempo lì.
14 - Robert Wyatt è in questo album. Puoi spiegarci come
è che è stato un riferimento per te il suo ultimo album?
È strano, mi interessai per lo più come cantante che come artista
e l’ho conosciuto ascoltandolo a casa dei miei amici, mi vergogno ad ammetterlo,
però non ho nessun suo disco, ho solo una canzone che mi ha raccomandato
un amico… iTunes, una canzone nella quale canta da solo e che mi è
sembrata molto buona per cantare con lui nel mio album.
15 - In questo album canti di nuovo un poema di e.e. Cummings,
non è la prima volta, già hai fatto “Sun in my mouth”
e “Mother Heroic”. C’è qualcun altro poeta che leggi?
La verità è che è curioso perché ho sempre letto
molta poesia però non è mai stato qualcosa che mi è piaciuto
collezionare, non mi piace possedere cose, se vado ad un’esposizione d'
arte non vado con l’idea “oh voglio avere questo, e questo, e quest’altro…”,
semplicemente lo godo e poi me ne vado a casa. Con Cummings non so molto bene
quel che mi è successo, non ho saputo della sua esistenza fino al 1998
credo, ho letto le sue poesie e la prima cosa che ho pensato fu “devo
cantarlo”. È strano, quello che sentii fu che potevo aggiungerle
qualcosa, o chissà perché mi sono vista come poetessa anche se
non posso scrivere poesia che mi piace realmente, mi sento un po’ ridicola.
Vedo lì cose che realmente voglio esprimere, così che se voglio
farlo, posso usare le sue poesie.
Non era progettato, stavo letteralmente leggendo le sue poesie nella mia abitazione,
in un hotel in Colonia, e all’improvviso mi sono fermata su questa poesia
(Sonnets / Unrealities XI) e “oooh”, l’ho registrata quella
stessa notte nel mio dittafono, quindi facemmo un’altra registrazione
e finalmente una in diretta, e quello fu tutto quello che utilizzammo per l’album.
16 - E’ difficile mantenere una canzone tanto tempo nella
tua testa?
Veramente no, posso pensare a una canzone nuova, la melodia, e mezzo anno dopo
tornare allo stesso punto dove l’avevo lasciata. È una capacità
comune, ci sono scuole che aiutano ad esercitarla attraverso corsi, comunque
credo che per me è abbastanza naturale, per qualsiasi cantante, di qualsiasi
canzone mentalmente sanno quali sono le note più alte e le più
basse, cosicché puoi portarla ad un posto al quale si adatti alla tua
voce.
17 - Senti che la tua voce è cambiata durante la tua carriera?
Realmente credo che va cambiando in maniera pronosticabile, ora sono capace
di controllarla molto meglio e so sempre in quale situazione sono, non è
come quando ero giovane, ora so lavorarla, non è come quando facevamo
"1,2,3,4 AAAAAH!!!" che non era male, andava bene, scoppiavo e potevo
avere ugualmente un disastro o un miracolo, normalmente era un disastro e restava
così, perché è qualcosa che non puoi aggiustare quando
sei in diretta; normalmente non sapevo né con chi cantavo e la voce mi
durava due canzoni, quindi finivo afonica, questo non mi succede più
perché ora non sono tanto esplosiva, come fuochi d’artificio, perché
lavoro di più con la testa che non la gola. Quando ti fai grande “duri
di più” … suona un po’ strano… lo so… a
qualcosa di molto ovvio (ride) … puoi fare più cose con una canzone,
cambiare registri, fare qualcosa di triste, quindi cantare allegro, non è
qualcosa tanto tecnico. Per esempio ora prima di cantare in diretta se ho o
non ho la voce quel giorno, e se non sto bene, non devo annullare perchè
so come cantare per arrivare bene alla fine del concerto, qualcosa che non riuscivo
a fare quando ero più giovane. Quando cresci, alcune cose spariscono
e altre arrivano, l’importante è apprezzare quello che arriva.
18 - Cosa ci puoi raccontare della copertina dell’album?
Cosa hai voluto trasmettere?
Perché… no non so cosa dire, tutto quello che ho voluto trasmettere
è qui, non so più cosa dire.
19 - Dopo aver viaggiato per tutto il mondo, lavorato con tanta
gente… non senti ora la necessità di collocarti e lavorare di nuovo
con un gruppo?
Guarda, la verità è che sono stata in un gruppo quando ero molto
piccola, e all’improvviso mi sono accorta che non ero sicura che la democrazia
funzionasse in questo tipo di lavoro, ho pensato… “mmm, voglio essere
il capo”. Ora nel caso della parte visuale del mio lavoro, per esempio
quando faccio foto, o un video, è come quando lavoravo in un gruppo,
tutto il mondo mette le sue idee sul tavolo, è un lavoro di gruppo quando
faccio cose visuali, però posso essere il capo che è quello che
mi piace (ride), mi ha fatto più egoista.
20 - Hai progettato di fare il tour di Medulla?
Farò un bel po’ di attrazioni per la televisione con alcune canzoni,
perché quello che voglio è fare un altro album, e quindi, dopo
di due album fare il tour, credo che sia più sensato, perché sarà
l’unica maniera di tornare a riunire un gruppo, al coro, e questa gente
del disco… questa gente con la quale ho collaborato non si sono nemmeno
conosciuti tra di loro, per esempio Tanja e Rahzel non si conoscono, e sarebbe
molto divertente, Tanja è come me e Rahzel è uno zio nero e enorme
(si mette in piedi per mostrare quanto è alto) e sarebbe stupendo, come
“Ciao, questa è Tanja, ciao questo è Razhel” (mostra
quanto può essere curioso il saluto per la differenza di altezza). Dovremmo
riunirci tutti per un mese e aggiustare alcune canzoni affinché funzionino
in diretta, sarebbe stupendo, però per ora è strano, non voglio
girare, non sono preparata, quello che voglio fare è un altro disco,
perché ho sempre fatto un disco e immediatamente dopo il tour, così
che ora che mi sento fertile voglio tentare di fare due dischi, che credo sia
meglio per poter fare il tour con canzoni nuove.
21 - Che cosa significano le canzoni nella tua personalità?
Normalmente è una combinazione di cose, però soprattutto credo
che significa che chiunque può cantare. Per esempio quando sono ad una
festa e mi ubriaco, propongo ai miei amici di andare a qualche bar e ci mettiamo
a cantare canzoni, heavy metal normalmente perché è molto divertente,
qualcuno deve fare il solo di chitarra con la bocca, l’altro il basso,…
anche a volte facciamo techno con la bocca (imita il suono), e ci sentiamo uniti,
come un gruppo. Magari è questo il messaggio, che tutto il mondo dovrebbe
cantare, non solo i tifosi ad una partita di football, bensì tutto il
mondo, esteriorizzarlo, farlo per le strade … questo è il mio messaggio:
CANTATE.