La dottoressa Nicola Dibben, musicologa, ha partecipato a Biophilia. Ha risposto a qualche domanda per bjork.fr. Eccovi la sua intervista.
Björk.fr: Qual’è la la sua più alta qualifica in Musicologia e quanti anni di studio ci sono voluti per raggiungerla? Ha qualche specializzazione?
Dr. Nicola Dibben: Ho un dottorato in Musica (PhD), che è la qualificazione accademica più alta nel Regno Unito. Per ottenerlo ci vogliono tre anni di studio intensivo, e prima di questi ho fatto un Master in Psicologia della Musica (un anno di studio a tempo pieno), e ottenuto un Diploma in Musica (tre anni a tempo pieno). Mi specializzo in due aree di ricerca: studi di musica popolare e psicologia della musica. La psicologia della musica indaga su come gli umani fanno musica (come la eseguono/compongono/improvvisano), sul modo in cui acquisiscono capacità musicali e usano la musica nella vita di tutti i giorni. Ho scritto un libro sulla psicologia della musica con due colleghi: si chiama “Music and Mind in Everyday Life” (Oxford University Press, 2010).
Dr. Nicola Dibben: Ho un dottorato in Musica (PhD), che è la qualificazione accademica più alta nel Regno Unito. Per ottenerlo ci vogliono tre anni di studio intensivo, e prima di questi ho fatto un Master in Psicologia della Musica (un anno di studio a tempo pieno), e ottenuto un Diploma in Musica (tre anni a tempo pieno). Mi specializzo in due aree di ricerca: studi di musica popolare e psicologia della musica. La psicologia della musica indaga su come gli umani fanno musica (come la eseguono/compongono/improvvisano), sul modo in cui acquisiscono capacità musicali e usano la musica nella vita di tutti i giorni. Ho scritto un libro sulla psicologia della musica con due colleghi: si chiama “Music and Mind in Everyday Life” (Oxford University Press, 2010).
Björk.fr: Sa suonare qualche strumento?
ND: Sì, ho studiato pianoforte, canto classico, flauto e harpsicord, ma al momento suono solo per divertirmi a casa, e non per altre persone.
Björk.fr: Quando è stata contattata da Björk per partecipare al progetto Biophilia?
ND: Sono stat(“Björk” pubblicato da Equinox Press, 2009) e le piaceva il modo in cui l’ho rappresentata.
Björk.fr: Qual è il suo ruolo in Biophilia?
ND: Oltre ad essere un normale album musicale, Biophilia è una raccolta di apps, e queste apps permettono all’utente di esplorare un soggetto scientifico-naturale e un particolare parametro musicale. Il mio ruolo consiste nel fornire l’analisi musicale che compare tra le apps che parlano dell’ispirazione alla base del pezzo, e della connesione tra l’argomento naturale-scientifico e la componente musicale in ogni caso, e anche di provare a riunire i vari elementi dell’app (canzoni, gioco musicale/app interattiva, partiture, strumenti e così via). Queste analisi sono state scritte in collaborazione con Björk.
Contribuisco anche alla Biophilia Music School - laboratori per bambini tenuti durante ogni residenza di Björk per i vari concerti. I laboratori usano le apps per insegnare ai bambini e permettere loro di creare nuov musica, e i bambini stessi possono vedere e suonare gli strumenti che Björk ha richiesto per questo progetto.
Björk.fr: Ha consigliato qualche strumento personalizzato a Björk?
ND: No, gli strumenti sono tutti una sua idea.
ND: No, gli strumenti sono tutti una sua idea.
Björk.fr: Ha partecipato al processo di scrittura di testi e musica?
ND: No.Tutti i testi sono stati scritti da Björk e Sjón, e le musiche da Björk (con qualche altro musicista o tecnico del suono)
Björk.fr: Qual’è stato il suo lavoro nel preparare gli scritti delle tracce di Biophilia?
ND: Avevo già scritto un libro sulla musica di Björk, perciò ero già familiare al suo stile compositivo, ai suoi obiettivi e interessi. Quindi mi sono preparata “ricercando” Biophilia: questo ha significato dover passare un lungo tempo a intervistare e parlare con Björk sulle sue nuove idee per il progetto, ascoltare e analizzare la musica (elaborare la loro struttura melodica e armonica, le strutture metriche e ritmiche, l’uso del timbro ecc.), analizzare i testi, apprendere dei nuovi strumenti che lei ha inventato parlando di coloro che li hanno fatti, e parlare con Jonas Sen che ha creato le trascrizioni musicali di Biophilia per le app, al fine di capire anche il suo punto di vista sulla musica.
Björk.fr: I suoi scritti sono basati su idee e concetti generali o nelle musiche e nei testi finali?
ND: Il processo di scrittura è stato molto organico e si è evoluto con il resto del progetto. Quando iniziai a lavorare a Biophiila, Björk mi suonò delle versioni primitive delle tracce e parlammo delle sue idee per le apps. Le apps non erano ancora state create, in quel momento. Poi, mentre le versioni delle canzoni per le apps venivano finalizzate, anche le apps stesse cominciavano a prendere forma e così ho potuto farne un’analisi dettagliata.
ND: Il processo di scrittura è stato molto organico e si è evoluto con il resto del progetto. Quando iniziai a lavorare a Biophiila, Björk mi suonò delle versioni primitive delle tracce e parlammo delle sue idee per le apps. Le apps non erano ancora state create, in quel momento. Poi, mentre le versioni delle canzoni per le apps venivano finalizzate, anche le apps stesse cominciavano a prendere forma e così ho potuto farne un’analisi dettagliata.
Björk.fr: Pensa di scrivere un libro più dettagliato o un saggio su questo progetto?
ND: Forse, ma vediamo che cosa succederà. E’ stato un processo molto organico e spontaneo.
ND: Forse, ma vediamo che cosa succederà. E’ stato un processo molto organico e spontaneo.
Björk.fr: E’ più semplice documentarsi su qualcuno lavorando con o senza il suo aiuto?
ND: Questa è una domanda molto interessante! In questo caso ho dovuto scrivere per una ragione molto precisa, cosa che ha cambiato un po’ la situazione: Björk voleva che documentassi le connessioni nel suo lavoro tra la musica e il soggetto naturale-scientifico, quindi lavorare sotto la sua guida ha reso le cose molto più facili. Ciò significa che quello che leggete nelle apps include molte delle idee di Björk per il progetto. E ci sono delle cose che non avrei proprio potuto fare senza il suo input - ad esempio, la sua ispirazione e qualche volta le connessioni che lei stessa vede tra le cose. Ma ci sono anche degli spunti che ho portato io nel progetto. Questo è il bello delle collaborazioni! Forse lo svantaggio del lavorare a contatto con l’artista e documentare il suo lavoro è che rischi di perdere la tua distanza critica. Un buon obiettivo, come un collega mi disse una volta, è provare ad essere una sorta di “amico critico”. C’è anche una questione etica: è molto meglio avere il coinvolgimento dell’artista che stai documentando, affinché lei/lui possa partecipare e sentire che è stato rappresentato onestamente, e in questo modo la ricerca diventa un processo a beneficio di tutti coloro che sono coinvolti. Quindi, personalmente credo sia meglio lavorare con l’artista, anche se in un certo senso è più impegnativo!
ND: Questa è una domanda molto interessante! In questo caso ho dovuto scrivere per una ragione molto precisa, cosa che ha cambiato un po’ la situazione: Björk voleva che documentassi le connessioni nel suo lavoro tra la musica e il soggetto naturale-scientifico, quindi lavorare sotto la sua guida ha reso le cose molto più facili. Ciò significa che quello che leggete nelle apps include molte delle idee di Björk per il progetto. E ci sono delle cose che non avrei proprio potuto fare senza il suo input - ad esempio, la sua ispirazione e qualche volta le connessioni che lei stessa vede tra le cose. Ma ci sono anche degli spunti che ho portato io nel progetto. Questo è il bello delle collaborazioni! Forse lo svantaggio del lavorare a contatto con l’artista e documentare il suo lavoro è che rischi di perdere la tua distanza critica. Un buon obiettivo, come un collega mi disse una volta, è provare ad essere una sorta di “amico critico”. C’è anche una questione etica: è molto meglio avere il coinvolgimento dell’artista che stai documentando, affinché lei/lui possa partecipare e sentire che è stato rappresentato onestamente, e in questo modo la ricerca diventa un processo a beneficio di tutti coloro che sono coinvolti. Quindi, personalmente credo sia meglio lavorare con l’artista, anche se in un certo senso è più impegnativo!
Björk.fr: La Biophilia Music School è principalmente per bambini. Ma nonostante questo, è aperta a tutti?
ND: La scuola di musica è un’idea di Björk ed è solo per bambini. Tuttavia, altre persone possono sperimentare alcune delle cose della scuola partecipando ai concerti e vedendo gli strumenti inventati direttamente in azione, usando le apps, che sono lo strumento con il quale i bambini creano e imparano la musica.
Björk.fr: L’esperienza sarebbe stata diversa se fosse stata concepita per gli adulti?
ND: Non credo che per gli adulti sarebbe stata diversa. Credo che il modo in cui la scuola di musica lavora dipende più dal livello di esperienza musicale dei partecipanti, piuttosto che dalla loro età.
Björk.fr: Parteciperà agli altri spostamenti di Biophilia?
ND: Sarebbe carino, ma ho un lavoro a tempo pieno quindi vedrò…
Fonte | bjork.fr
http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro_str/autore-nicola_dibben_.htm per chi fosse interessato al libro scritto dalla suddetta… purtroppo in inglese…
Ciao, volevo comunicare che su IL FOGLIO di oggi 26 Agosto c’è il miglior articolo di sempre scritto su Bjork. Preciso, competente, mai banale. Un’intera pagina molto interessante anche per chi come me la segue dagli anni ’90. Segnalalo, grazie